Agosto 24 2020 0Comment

Il lavoro del consulente nel Terzo Settore: intervista ad Elena Zanella

Silvia Superbi ha intervistato Elena Zanella, amministratore unico di Elena Zanella Srl, Fondatrice e direttrice di Fundraising Academy & Consulting, Blogger, Formatore professionista e autore di diversi libri sul tema del fundraising.

Buongiorno Elena, avendoti conosciuta prima di tutto come formatrice, ti chiedo innanzitutto quali esperienze ti hanno segnata professionalmente per decidere di dedicarti alla formazione dei fundraiser, dove oggi sei ampiamente riconosciuta in Italia con la tua Fundraising Academy & Consulting.
Sono formatrice dal 2003 quando contemporaneamente muovevo le mie esperienze di fundraising, sotto la guida di grandi della comunicazione come Beatrice Lentati. Ai tempi facevo formazione di orientamento al lavoro nelle scuole, e la formazione l’ho sentita da subito nelle mie corde, soprattutto verso gli adulti. Ho sempre cercato di trasmettere non solo le competenze, ma prima di tutto la passione perché le persone apprendono competenze quando gli fai sentire la qualità e il valore del concetto di cui parli.
Nel 2010 ho aperto un blog di fundraising e nell’avvio ho scritto che mi sarebbe piaciuto insegnare quello che so fare, coltivando talenti, perché sono convinta che ci saranno sempre persone che ne sapranno più di me e io sarò felice di aver contribuito a farli crescere, di essere stata di supporto per il loro percorso. Mi piace molto far crescere e contribuire al successo di altri professionisti talentuosi, lo vivo come il più alto raggiungimento dell’obiettivo di formazione.

Cosa ti guida nel programma formativo? Quale è il valore aggiunto che i tuoi studenti ricevono e ti riportano come arricchimento personale?
Punto soprattutto all’eccellenza della selezione dei formatori, che a mio modo di vedere sono il top nel loro ambito e hanno anche alte competenze di aula, non sono quindi solo validi professionisti ma anche ottimi formatori. Questo fa riferimento sempre a quel 2010, anche nella scelta dei formatori non ho timore delle eccellenze, anzi le ricerco assolutamente.
Il secondo aspetto è tanta paradigmaticità, perché uno dei risultati che mi viene riportato dagli studenti è spesso tanta teoria che risulta non applicabile. Per me è importante che gli studenti tornino a casa potendo mettere subito in pratica e capitalizzando ciò che hanno appreso.
Le mie aule sono piccole, con poche persone alle quali voglio dare la massima attenzione.

Perché hai scelto di far parte di EUconsult Italia? Quale supporto per i suoi soci?
Credo fortemente che EUconsult Italia sia un’Associazione che punta ad avere professionisti di qualità, che possono entrare solo se superano dei parametri: è un’associazione verticale che punta alla qualità dei suoi associati.
Facendo parte del Direttivo di EUconsult Italia, ciò a cui punto spesso è che possa portare alla qualificazione delle professioni del Terzo Settore, che sia in qualche modo “di parte”, prenda una posizione sulla qualifica dei soci, punti alla valorizzazione del singolo.
Ed è grazie alla valorizzazione del singolo che cresce un gruppo di professionisti di alto valore.
Non condivido con chi fa massa e dice “metto dentro tutti”, non è questo che può far crescere una categoria.

Come formatrice e mentore di chi si affaccia oggi in questo settore, di giovani che vogliano intraprendere la carriera consulenziale, quale è l’approccio che ti sentiresti di consigliare?
Ne vedo tanti di consulenti che nascono oggi, alcuni anche perché non trovano un posizionamento nelle organizzazioni, ma ribadisco chiaramente che ci vuole ESPERIENZA. E parlo anche di esperienza interna alle organizzazioni, non si può fare consulenza di fundraising se non sei stato un fundraiser o non hai lavorato in organizzazioni Non Profit. Devi sapere come funzionano le organizzazioni, aver percezione di come si lavora, anche in termini di organigramma e di processi.

Anche una esperienza professionale multidisciplinare, aver fatto un percorso in organizzazioni magari complesse? Avere una conoscenza del mondo del lavoro e di vari settori, concordi? Insomma la consulenza può essere “una seconda fase della vita professionale”, non trovi?
Si assolutamente: non puoi dire a qualcuno cosa deve fare se quello ha venti anni di esperienza lavorativa più di te, l’esperienza te la devi fare.
Poi l’esperienza continuerà sempre a crescere, non si smette mai di formarsi.
Ma darsi il peso che è giusto, farsi aiutare. Ecco per esempio EUconsult Italia può essere anche di supporto per fornire supporto e crescita -visto che raccoglie persone con grandi esperienze- a chi cerca di crescere nella consulenza per il Non Profit.
Io lavoro da 30 anni nel mondo della comunicazione, ho 47 anni, ho fatto tanto esperienza, ma quando ho la necessitò di sapere, guardo oltre. Ci sono persone con altre esperienze, nessuno è mai arrivato, la formazione è continua e la necessità di affidarsi agli esperti c’è sempre.

Qual è il tuo punto di vista oggi sulla consulenza, in particolare del fundraiser?
Collegandomi a quanto ho appena detto, la non esperienza porta a fare dei danni. Le organizzazioni devono affidarsi a chi ha un curriculum e una esperienza pluriennale, una reputazione. Il fundraising sarà sempre più elemento cruciale intorno a cui si muoverà la crescita del Terzo Settore in generale, e delle organizzazioni in particolare.
Quindi affidare la crescita della propria organizzazione ad una persona inesperta fa grossi danni. Il criterio di scelta del fundraiser non dovrebbe essere “quanto mi costi “o neanche “quanto mi porti”, ma soprattutto quanto mi dai in termini di sostanza, di strutturazione e di investimento di valori intorno a questa tematica del fundraising. Il valore da cercare nel consulente è “quanto mi fai cambiare approccio, quanto mi fai crescere da qui a prossimi 5-10 anni?” Non quanto mi porti in termini di denaro oggi o nel prossimo anno.
Non tutti i consulenti sono uguali, le organizzazioni devono cercare chi ha competenza multidisciplinare, è curioso, è aggiornato, comprende le dinamiche del settore: insomma di chi possa davvero influire sul cambiamento e sull’approccio dell’organizzazione.

Silvia Superbi ed Elena Zenalla sono socie EUconsult Italia. Se vuoi maggiori informazioni sull’adesione all’associazione qui trovi tutto 

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