Il workshop di EUconsult Italia a Milano dedicato al valore delle consulenze  è proseguito con l’intervento di Sergio Andres Gaiti dal titolo “Disruptive Ethics: innovazione tra CRS e non profit”.

Sergio Gaiti proviene dal mondo profit: ha lavorato come direttore marketing per Weleda (area farmaco) e successivamente ha fondato di Etica Sostenibile.

“Oggi sembra che tutta l’innovazione debba arrivare dalla tecnologia mentre non è così – ha detto – In Olanda, ad Amsterdam, la sede centrale della banca ING è nata su alcune domande precise. Gli architetti chiamati per ideare il progetto hanno chiesto ai dipendenti cosa volessero per la loro nuova banca e così ponendo una serie di domande giuste, che incontrassero le esigenze dei dipendenti, è stata creata  una struttura che oggi è diventata anche un’attrazione turistica, con un buon impatto ambientale. L’assenteismo dei dipendenti è diminuito del 23%, il coinvolgimento è aumentato e alla fine, ci si è accorti, tutto questo ha avuto conseguenze positive anche sui costi”.

Gaiti insomma ha posto l’accento su un punto: ”Partendo da domande corrette a tutti gli stakeholder, si può creare uno spazio fertile per lavorare”.

La CSR ha avuto una sua evoluzione: “Dal focus sul profitto alla filantropia fino alla creazione di valore condiviso. Anche la comunicazione riflette questo cambiamento: l’azienda X oggi non comunica più di produrre pasta ma si occupa di nutrizione. Le aziende si occupano ormai del why”

Gaiti guarda anche al futuro: “Oggi i valori dei millenium sono diversi da quelli tradizionali: amicizia, felicità, diversità, condivisione. Il marketing si sta muovendo verso quella direzione” “Ci sono cambiamenti esponenziali di valori e consapevolezza che si trasformerà in cambiamenti di business model per le aziende”.

L’intervento si è concluso con una domanda posta per stimolare i partecipanti: Come sarebbe il mondo nel 2030 se quello che vive dentro di te divenisse realtà e cosa farai per realizzarlo?

Annalisa Lalumera di General MFC, ha portato l’attenzione dei partecipanti sulla pubblica amministrazione, spazio ampio per lavorare per ogni consulente seppur non privo di una serie di criticità.

Annalisa ha raccontato la sua precedente esperienza di dipendente dell’amministrazione sanitaria di Bologna, portando risultati rilevanti,  fino a quando ha deciso di licenziarsi e di aprire la sua società di consulenza.  “Lavorare come consulente nella PA non è semplice – ha spiegato – Il consulente dovrebbe restare due o tre anni, formare, supportare il personale e poi andare via”.

A dire di Annalisa, lo spazio per le consulenze nelle PA ci sono, specialmente in alcuni ambiti.

Annalisa ha presentato vari casi legati anche al marketing culturale. Tra questi “Io sto con Cremona” nato per reperire fondi integrativi a sostegno del Comune. I progetti sostenuti attraverso questa sorta di “incubatore” sono stati diversi: “Qua la zampa”, a sostegno del canile comunale; “Sponsor privati per verde pubblico”, a sostegno della riqualificazione delle aree verdi del Comune; “Eventi e Cultura” progetti legati ad eventi culturali.  A causa di una crisi politica, i progetti si sono poi fermati.

Ha poi parlato dei progetti per il Comune di Scarperia e Sanpiero e per il Mugello utilizzando tecniche diverse come il crowdfunding utilizzando piattaforme internazionali.

Gabriele Granato e Raffaele Picilli hanno chiuso il workshop parlando di marketing e fundraising per il patrimonio culturale e delle possibilità di lavoro nel settore della PA.

I casi di studio presentati sono stati vari, tra questi, il progetto di marketing, comunicazione e fundraising per il Parco Archeologico di Paestum e il Museo Archeologico di Pontecagnano.

Granato e Picilli hanno anche presentato il loro volume “L’inestimabile valore: marketing e fundraising per il patrimonio culturale” edito da Rubbettino Editore.


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