Marzo 16 2026 0Comment

Visti da vicino: Patrizia Giannini

Per la rubrica “Visti da vicino”, una nuova intervista di Giulia Pigliucci.

 

Patrizia Giannini, Avvocato iscritta all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 1997 e abilitata al patrocinio innanzi alle Giurisdizioni Superiori dal 2009. Cofondatrice di Kairós LBC, Società tra Avvocati, con sedi a Roma e Milano, dove esercita la professione occupandosi prevalentemente di diritto civile con una forte dimensione internazionale.
Parallelamente ha sempre affiancato un impegno concreto nel Terzo Settore, convinta che il diritto possa essere uno strumento di costruzione sociale oltre che di tutela. Coltiva, inoltre, una passione profonda per il Diritto Romano e per l’Archeologia classica, che alimenta il suo modo di vivere la professione, radicata nella storia, ma sempre orientata al futuro.

 

C’è stato qualcosa che ha fatto sì che decidesse di scegliere il Terzo Settore come ambito della propria professione? E quale?
Più che una scelta improvvisa, è stato un percorso naturale. Nel tempo ho compreso che molte delle questioni giuridiche più complesse, soprattutto in ambito familiare, educativo e sociale, non possono essere affrontate solo in chiave processuale, ma richiedono una visione sistemica.
Il Terzo Settore rappresenta quel luogo nel quale il diritto incontra la progettualità sociale. La consapevolezza che una buona struttura giuridica possa garantire stabilità e continuità a iniziative di valore collettivo è stata la leva che mi ha spinta a dedicare energie e competenze a questo ambito.

Se dovesse lasciare nella Scatola del tempo il suo migliore progetto quale potrebbe essere e perché?
Se dovessi scegliere cosa lasciare nella Scatola del tempo, sceglierei le esperienze vissute come avvocato volontario, sin dall’inizio della mia attività professionale, accanto ad associazioni impegnate nell’assistenza legale di persone in condizioni di estrema fragilità e marginalità sociale. In quei contesti ho incontrato volti, storie, paure e speranze che hanno dato un significato profondo alla mia professione. È lì che il diritto smette di essere solo tecnica e diventa strumento concreto di dignità.
Ricordo situazioni nelle quali anche un semplice atto, una consulenza, una presenza accanto a chi si sentiva solo, hanno rappresentato un punto di svolta esistenziale.

Qual è il sogno nel cassetto ancora da realizzare?
Il mio sogno nel cassetto è collaborare in modo sempre più strutturato con associazioni che si occupano di tutela dei minori, con particolare attenzione ai progetti finalizzati alla prevenzione della dispersione scolastica e alla promozione del successo scolastico e formativo.
Credo profondamente nell’importanza di intervenire in modo tempestivo per prevenire il bullismo, contrastare la povertà educativa e sostenere quei bambini e ragazzi che, per contesto familiare o sociale, rischiano di rimanere ai margini. Investire sui minori significa intervenire prima che la fragilità si trasformi in esclusione, creando reti capaci di accompagnare ciascun giovane verso un percorso di crescita consapevole, dignitoso e ricco di opportunità.

Un consiglio, scaturito dalla sua esperienza, per chi si affaccia nel mondo del lavoro in questo Settore.
Il Terzo Settore è un ambito che richiede passione autentica, ma la passione, da sola, non è sufficiente. Occorrono competenza tecnica, metodo, senso di responsabilità e capacità di lavorare in rete.
L’impatto sociale non nasce dall’improvvisazione: si costruisce con studio, rigore e una visione orientata al lungo periodo. Chi sceglie di operare in questo settore deve essere disposto a formarsi costantemente e a mettersi in gioco con serietà, consapevole che in questo ambito il lavoro non è soltanto esercizio professionale, ma espressione concreta di impegno civico e responsabilità verso la comunità ed il Bene comune.

Raffaele Picilli

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