Marzo 21 2017 0Comment

#nlfitalia17 Intervista a Rossella Sobrero

 

Da oggi, a cura della socia Maria Punzo, iniziamo la pubblicazione delle interviste ai relatori del Forum. E’ ancora possibile iscriversi al Forum attraverso il sito www.nlfitalia.org

 

Rossella SOBRERO

Da anni si occupa di comunicazione sociale e sostenibilità. E’ presidente e cofondatore di Koinètica, docente di Comunicazione sociale all’Università degli Studi di Milano e di Marketing non convenzionale all’Università Cattolica di Milano. Progetta e gestisce campagne di comunicazione e corsi di alta formazione per organizzazioni pubbliche e private. E’ membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pubblicità Progresso e del Consiglio Direttivo Nazionale di FERPI. Ha pubblicato diversi volumi sulla CSR e sulla comunicazione sociale tra cui “Comunicazione e sostenibilità – 20 tesi per il futuro” edito da EGEA nel 2016. Ha creato e gestisce il blog “CSR e Dintorni” dedicato alla responsabilità sociale d’impresa.

 

La contaminazione tra il Profit e il Non profit è possibile? E se si cosa contaminare? La contaminazione non solo è possibile ma in molti casi è già una realtà. Pensiamo agli spin off nati dalle imprese con obiettivi sociali, allo sviluppo delle Benefit Corporation, alla crescente importanza dell’impresa sociale … In un mercato in continuo e veloce cambiamento si presentano molte occasioni per mettere insieme le capacità del privato con i valori e le richieste che arrivano dalla società civile. La collaborazione fra profit e non profit sta portando alla nascita di organizzazioni ibride che hanno il campito di fornire prodotti e servizi per cercare di risolvere problemi sociali. Con vantaggi per tutti.

 

Secondo lei, il mondo del Profit e del Non profit comunicano nello stesso modo?  Naturalmente comunicano in modo diverso anche se gli strumenti che utilizzano possono essere gli stessi. Purtroppo un difetto comune è la scarsa prensione al cambiamento: le campagne nel nostro Paese sono poco innovative e solo qualche realtà prova a sperimentare nuovi linguaggi. Le imprese dovrebbero inserire i propri valori anche nella comunicazione commerciale (quando l’impegno è autentico!). Le organizzazioni non profit dovrebbero abbandonare l’autoreferenzialità, non affannarsi a rincorre la propria visibilità ma valorizzare il loro ruolo e la loro missione.

 

Secondo Lei, in futuro la CSR sarà anche adottata dalle piccole e medie imprese?  Se sì, quale pensa sia la leva di questo cambiamento? Dalla mia esperienza personale e anche da quanto emerge da alcune ricerche, le PMI devono ancora acquisire la consapevolezza che la CSR è un’opportunità, che far emergere i propri asset intangibili è un valore, che comunicare la propria sostenibilità serve per migliorare il posizionamento sul mercato. Un acceleratore sarà la richiesta da parte delle gradi imprese di poter disporre di filiere sempre più sostenibili. Quindi anche le PMI dovranno velocemente adeguarsi.

 

Quali sono gli stereotipi che il mondo del profit a verso il non profit e viceversa? Molte imprese credono che nelle organizzazioni non profit non ci siano professionalità adeguate, in particolare quando si parla di comunicazione. Molte organizzazioni non profit credono che nelle imprese non ci sia sufficiente attenzione ai valori.

 

Secondo Lei, meglio un bravissimo manager super competente o uno un po’ meno skillato ma che crede fortemente nella “causa” e nei valori dell’organizzazione? L’ideale sarebbe possedere le competenze utili ma anche essere appassionati del proprio lavoro…Bisogna puntare a una leadership responsabile in grado di coniugare gli obiettivi economici a quelli sociali e ambientali! Oggi si chiedono al manager capacità di ascolto, disponibilità al cambiamento, ricerca di condivisione con i collaboratori. Per far emergere le capacità di tutti non solo per gestire in modo efficiente l’organizzazione.

 

 

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