Maggio 24 2022 0Comment

Alta professionalità ed esperienza, ma tariffe variabili e redditi con differenze di genere: il consulente del Terzo Settore secondo l’indagine di EUconsult Italia

E’ con piacere che diffondiamo parte dei dati relativi alla “Prima indagine nazionale sui compensi dei consulenti del Terzo Settore realizzata dalla nostra associazione . Il quadro che ne emerge non è dei migliori ma è un punto di partenza per avvicinare o adeguare i nostri compensi a quelli di altri settori. I dati completi saranno presentati ufficialmente nelle prossime settimane.  

Si è cercato di far partecipare all’indagine i consulenti di tutti gli ambiti professionali del Terzo Settore: esperti in progettazione sociale, in management del Nonprofit, direttori di Istituzioni Nonprofit, manager del Terzo Settore, formatori che operano nel settore Nonprofit, esperti in fundraising, direct mail, telemarketing, servizi SMS, comunicatori e creativi, avvocati e notai specializzati nel settore Nonprofit, commercialisti e ragionieri commercialisti, consulenti del lavoro e giornalisti esperti del Terzo Settore.

Il mestiere di consulente per il Terzo Settore è scelto prevalentemente da professioniste donne, età tra i 35 e i 46 anni, titolo di studio laurea, master o altra specializzazione. I redditi più alti sono nella maggior parte dei casi prerogativa maschile. Le tariffe variano molto, si riscontrano poca uniformità e una certa tendenza verso il basso,  soprattutto nel caso di singole campagne di raccolta fondi e comunicazione.

Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dal campione di 100 persone che hanno partecipato alla prima indagine nazionale sui compensi dei consulenti del Terzo Settore promossa da EUconsult Italia, associazione che riunisce i professionisti di alto profilo del Terzo Settore, facendo della crescita professionale e dell’allargamento delle competenze il suo principale obiettivo.

“Dopo molti mesi di lavoro, finalmente possiamo pubblicare i dati della nostra rilevazione” dichiara il Presidente di EUconsult Italia Raffaele Picilli. “È una ricerca che mancava ed estremamente interessante. Una ricerca necessaria per capire quale sia la situazione in Italia rispetto ai compensi dei tanti professionisti che lavorano nel Terzo Settore ma anche con gli Enti Pubblici”.

L’indagine si è basata sulla compilazione volontaria di un apposito questionario che è stato distribuito ai professionisti del settore attraverso i canali social dell’associazione. Obiettivo: cercare di delineare un quadro circa la retribuzione dei consulenti del Terzo Settore in Italia, il riconoscimento della loro professionalità e il grado di omogeneità del loro trattamento.

Ringrazio i colleghi che hanno partecipato all’indagine – aggiunge Raffaele Picilli –  e i soci di EUConsult Italia che si sono dedicati all’elaborazione dei dati, in particolare Daniela Fiori”.

 

I risultati in breve

EUconsult Italia ha raccolto le risposte di 100 consulenti. Il campione vede una leggera prevalenza femminile (56%) e una distribuzione in fatto di età piuttosto omogenea (prevalgono con il 28% i consulenti tra i 36 e i 45 anni). Laurea e master sono i titoli di studio prevalenti. L’esperienza professionale per circa un terzo del campione è tra i 6 ei 14 anni.

Sempre un terzo del campione ha avuto tra i 21 e i 50 clienti, di dimensioni prevalentemente medio piccole. 1 intervistato su 3 ha prodotto pubblicazioni e la stessa percentuale tiene lezioni universitarie.

Per quanto riguarda i redditi, il 43% dei rispondenti resta sotto i  €28.000 all’anno. Il 45% tra i 28 mila e 55 mila euro. Il 9,5% tra i 55 mila e i €75 mila all’anno. Il 2% oltre i 75 mila.

Il 2% del campione con reddito oltre i 75 mila euro è composto da soli uomini. Non molto diversa la situazione per il 9,5% di consulenti con redditi tra i 55 e i 75 mila euro: di questi solo un terzo è donna. Non emerge una chiara correlazione del reddito con gli anni di esperienza, il numero di clienti, di pubblicazioni o delle attività di ricerca. Sembra invece emergere una correlazione con il titolo di studio.

Nel loro insieme le tariffe sono assimilabili a quelle di altre categorie di professionisti, ma emerge una notevole varianza e risulta piuttosto difficile individuare delle tendenze chiare rispetto a tariffe minime e massime. Molte tariffe, soprattutto nell’ambito delle singole campagne di comunicazione e raccolta fondi, restano sotto i 30 euro all’ora.

Non si individua una netta prevalenza circa l’applicazione di tariffe orarie piuttosto che forfettarie, se non nel caso delle consulenze di tipo legale, amministrativo e fiscale, dove è più frequente riscontrare l’applicazione di tariffe forfettarie su base annuale.

 

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