Novembre 20 2019 0Comment

Spazio all’esperienza: Silvia Superbi intervista Francesca Zagni, presidente dell’associazione dal 2015 al 2019

EUconsult Italia è nata nel 2015 grazie a Pasquale Pesce, Raffaele Picilli e Francesca Zagni. Silvia Superbi ha intervistato Francesca Zagni, presidente di EUconsult Italia dal 2015 al 2019.

 

Cosa ti ha portato a fondare Euconsult Italia ? Quale “vision” ha guidato la tua scelta? Passione, necessità o entrambe?

Le varie esperienze di management nel settore profit Italia ed all’estero e dal 91 in poi nel settore Non Profit, mi avevano portato negli anni ad una costatazione di fatto: i professionisti italiani del Terzo Settore  anche quando considerati all’estero, stentavano  ad avere gli stessi riconoscimenti in Italia e quando si trattava di affrontare e discutere  di temi strutturali ed organizzativi, in occasione di congressi ed eventi,  si ricorreva nella maggioranza dei casi a colleghi  ed esperti provenienti da altri Paesi. Anche le varie attività di formazione che tenevo presso Istituti accademici,  università e fondazioni  mi portavano sempre alla stessa conclusione. Quando sono diventata socia e poi membro del Consiglio Direttivo di EUConsult “Europe” ho pensato che quello fosse il contesto giusto per offrire ai colleghi italiani – soprattutto ai giovani – l’occasione giusta per confrontarsi e lavorare insieme ai colleghi europei.

 

Quali obiettivi hai avuto in mente e quali le maggiori sfide affrontate? Quali i maggiori Stakeholder coinvolti? Quali ancora da raggiungere?

Fin dai primi incontri, mi sono resa conto che lo scambio di esperienze ed opportunità di  lavoro, avveniva nella maggioranza dei casi solo tra i professionisti del Centro e Nord Europa ed insieme a due colleghi italiani, Pasquale Pesce e Raffaele Picilli, entrambi membri del CD di EUConsult, ho presentato la proposta di costituire un’associazione italiana, sul modello EUConsult “Europe”  condividendone  vision e  mission. Non è stato facile ma, con la definizione di National Chapter, nel 2015 abbiamo costituito ”EUconsult Italia”. La presentazione ai colleghi ed alla stampa di settore ha avuto luogo il 2 luglio 2015. I primi obiettivi furono legati ad una selezione accurata dei soci, allo sviluppo professionale attraverso la formazione e la creazione di reti, all’incremento delle competenze grazie ad un servizio personalizzato di mentoring   e coaching. Iniziammo ad organizzare degli incontri annuali tematici (in Italia e in Europa) su innovazione, marketing, comunicazione, management, fundraising e sviluppo del Terzo Settore, con l’obiettivo generale di fornire opportunità di networking e collaborazione a livello nazionale ed europeo. Tutti gli interlocutori sollecitati e coinvolti sono stati i nostri maggiori stakeholder, con i quali abbiamo costruito un percorso e che ci hanno supportato e fatto crescere.

“Passaggio del testimone”: quali obiettivi non hai potuto o non hai avuto il tempo di raggiungere, ma consideri importanti e quindi da non essere tralasciati? Cosa senti di lasciare in eredità?

 Il consiglio che mi sento di dare per il futuro è cercare di non disperdere il lavoro realizzato ad oggi e di considerare della massima importanza la condivisione di valori comuni. Continuate nella costruzione rigorosa di un’esperienza professionale che oggi i colleghi di EUConsult “Europe” vorrebbero adottare come modello per altri “national chapters “ in diversi Paesi europei. Non so se il percorso seguito possa considerarsi un’eredità da lasciare. Piuttosto direi un esempio di come una comunità professionale possa formarsi e crescere se crede nei propri obiettivi!  Personalmente poi, cerco di essere aperta, di guardare sempre al futuro, di superare sempre gli ostacoli- anche se a volte con una certa fatica- e di non perdere mai la passione per il mio lavoro.

 

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