di Francesca Mineo
I lasciti testamentari rappresentano oggi una delle leve più strategiche e, al contempo, meno valorizzate per la sostenibilità e lo sviluppo delle organizzazioni del Terzo Settore. Per fare luce su scenari, aspetti normativi e buone pratiche di comunicazione, si è tenuto a Milano, al Salone Valente presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, il convegno “Un’eredità di valori. Strategie, dati e buone pratiche sui lasciti solidali”, promosso e organizzato da EUconsult Italia in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine e l’Associazione Centro Studi Borgogna.
Lo scenario: i dati Walden Lab tra crescita degli enti e incertezza dei cittadini
Il cuore della prima sessione, moderata dalla giornalista Francesca Mineo, componente del direttivo di EUconsult Italia, è stato dedicato all’analisi dei dati empirici. Paolo Anselmi, Presidente dell’Istituto Walden Lab, ha illustrato i risultati di due dettagliate indagini nazionali che hanno monitorato l’andamento del fenomeno nell’ultimo quinquennio (2020-2024), mettendo a confronto le risposte dei cittadini con quelle di 197 organizzazioni non profit.
Il quadro macroeconomico e geopolitico attuale, caratterizzato da un forte senso di precarietà, ha generato una leggera contrazione nella propensione al lascito da parte della popolazione (scesa dal 18% al 15% nel lungo periodo), legata al timore di privare i propri eredi di tutele economiche in tempi incerti. Ciononostante, sul fronte delle ONP i dati dimostrano una tenuta strutturale: la percentuale di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è salita dal 61% del 2020 al 77% del 2024, e l’impatto dei lasciti sul totale della raccolta fondi complessiva è quasi raddoppiato, passando dall’8% al 14%.
Dal punto di vista strategico, l’indagine rileva un consolidamento della relazione tra la dimensione economica dell’ente e la capacità di attrarre legati: la quota di grandi organizzazioni (fatturato superiore ai 10 milioni) beneficiarie di lasciti è cresciuta, mentre le piccole realtà subiscono una contrazione, pur rimanendo numericamente il segmento maggioritario.
A chiusura di sessione, è stato interessante l’intervento di una giovane volontaria di Opera san Francesco, che ha già espresso la sua volontà di lasciare il segno per il futuro della ‘sua’ organizzazione, disponendo per un futuro lascito solidale.
Competenze e comunicazione: la sfida per i consulenti
I lavori della seconda sessione, guidati da Pietro Saccò, caporedattore di Avvenire, hanno spostato il focus sugli aspetti tecnici e operativi. La tavola rotonda che ha visto protagonisti il Notaio Flavia Fiocchi per il Consiglio Nazionale del Notariato e l’Avv. Luca Degani della Commissione enti Terzo Settore – Consiglio degli Avvocati di Milano ha rimarcato l’importanza della precisione legale nel rassicurare i donatori circa la tutela della quota legittima degli eredi.
Il vero nodo strategico emerso dal confronto riguarda però la strutturazione interna delle ONP. Il 55% delle organizzazioni intervistate nell’indagine non ha mai avviato una campagna di comunicazione dedicata ai lasciti solidali. Le motivazioni principali risiedono proprio nella carenza di asset specifici: mancanza di una figura professionale dedicata (49%), assenza di competenze interne specialistiche (36%), carenza di strumenti operativi adeguati (29%), difficoltà nel gestire gli aspetti legali e fiscali (19%)
Le case history presentate dal Comitato Italiano per l’UNICEF da Federica De Benedittis e da fra Marcello Longhi di Opera San Francesco per i Poveri hanno dimostrato come l’investimento in campagne informative corrette, capaci di sfatare i tabù culturali legati alla morte e al grande patrimonio, sia la chiave per generare una raccolta fondi stabile e duratura.
Il ruolo di EUconsult Italia
Il convegno ha confermato la validità della mission di EUconsult Italia: in uno scenario in cui il 77% delle ONP prevede un ulteriore incremento dei lasciti nel futuro, diventa essenziale elevare la qualità della consulenza e della progettazione strategica. Accompagnare gli enti nell’acquisizione di competenze legali, fiscali e comunicative è il passo fondamentale per trasformare le intenzioni dei donatori in risorse concrete per la collettività, qualificando il ruolo dei professionisti come facilitatori di questo passaggio di valore.
